Sur, film con Nestor Marconi e Roberto Goyeneche.

Il Bandoneón raccontato attraverso il Cinema.

Il bandoneón è forse lo strumento malinconico per eccellenza, oltre a essere il simbolo stesso del tango. A causa del suo suono così peculiare, il bandoneón viene sempre più usato nel cinema per dare un tocco particolare alla colonna sonora.

Ma il bandoneón non è solo malinconia e tristezza: è in grado di esprimere un complesso bouquet di emozioni, anche contrastanti tra loro. Può evocare allegria e nostalgia, gioia di vivere e disperazione; può trasmettere fascino e mistero oppure un’intima semplicità.

In Argentina il connubio tra cinema e bandoneón è profondamente radicato: questo strumento, così strettamente legato all’identità culturale del Paese, è diventato un segno distintivo anche sul grande schermo.

In questo articolo abbiamo selezionato 5 colonne sonore tratte da altrettanti film in cui il bandoneón svolge un ruolo essenziale. Non si tratta soltanto di produzioni argentine, né sempre di opere direttamente legate al tango o all’Argentina: al contrario, questi esempi dimostrano il crescente interesse di compositori e musicisti di tutto il mondo verso lo strumento, sempre più apprezzato per la sua capacità di dare profondità ed emozione al linguaggio cinematografico.

Scopriamo quindi cinque film in cui il bandoneón, con la sua voce intensa e inconfondibile, diventa protagonista della colonna sonora, arricchendo le immagini con sfumature emotive che solo questo strumento sa offrire.

PS Restate con noi fino alla fine del testo, ci sarà una menzione speciale alla fine.

1. Il Postino

Il Postino è un film del 1994 diretto da Michael Radford e interpretato da Massimo Troisi e Philippe Noiret. Racconta la storia di Mario Ruoppolo, un postino di un piccolo paese di un’isola nel Sud Italia, che diventa amico del poeta Pablo Neruda in esilio.

Attraverso la loro amicizia, Mario impara a leggere e a scrivere e scopre l’importanza della poesia e dell’arte. Nel frattempo, il suo amore per Beatrice, la figlia del sindaco del paese, lo spinge a lottare per la sua indipendenza e per il suo posto nel mondo.

Il film fu accolto positivamente dalla critica e vinse l’Oscar per la miglior colonna sonora nel 1996.

Il compositore argentino Luís Bacalov per questa colonna sonora voleva un bandoneón “un po’ diverso dal solito”, che somigliasse (parole sue) a un suono barlettiano, con sapore di porto. Il bandoneonista uruguayo Héctor Ulises Passarella fu la scelta naturale, in quanto allievo di René Marino Rivero, a sua volta allievo diretto di Alejandro Barletta, celebre bandoneonista argentino che esplorò moltissimo il repertorio della musica classica con il bandoneón.

2. Il Piccolo Diavolo

“Il Piccolo Diavolo” è un film del 1988 diretto e interpretato da Roberto Benigni e con Walther Matthau come co-protagonista.

Si tratta di una commedia costruita intorno all’istrionico attore toscano che interpreta la parte di un “piccolo diavolo”, maldestro, ingenuo e curioso alle prese con un esorcista ombroso e con una vita sentimentale complicata.

Le musiche furono composte da Evan Lurie, autore statunitense molto appassionato di tango. La parte di bandoneón fu affidata ad Alfredo Pedernera, che collaborava con Evan Lurie come bandoneonista nel quintetto di Lurie col quale registrarono anche gli album Pieces for Bandoneón del 1987 e Selling Water by the Side of the River del 1990.

3. La Historia Oficial

“La storia ufficiale” è un film ambientato negli anni ’80 in Argentina sotto la dittatura militare, che segue la storia di Alicia, un’insegnante che adotta una bambina, Gaby, insieme al marito uomo d’affari e fortemente legato ai militari del regime.

I suoi dubbi sull’origine della bambina aumentano dopo che un’amica torna dall’esilio, raccontando le atrocità del regime, e incontrando Sara, una donna che cerca la nipote scomparsa. Alicia inizia dunque a sospettare che Gaby sia in realtà la figlia sottratta a una coppia di desaparecidos. Per Alicia inizia quindi un doloroso viaggio alla scoperta della verità.

Il bandoneonista Daniel Binelli suona la drammatica parte di bandoneón nella colonna sonora del compositore argentino Atilio Stampone. Binelli era anche bandoneón solista nell’orchestra di tango diretta da Stampone.

La colonna sonora non è reperibile in rete, vi invitiamo pertanto a vedere il film.

4. Sur

Il film “Sur” di Fernando E. Solanas del 1988 racconta la storia di Floreal, un uomo che, dopo cinque anni di prigionia sotto la dittatura argentina, viene rilasciato nel 1983 e ritorna a casa. Non riuscendo ad affrontare la realtà del suo paese e temendo il tradimento della moglie, vaga nella notte con il fantasma del suo amico “El Negro”.

Il film esplora il difficile processo di reinserimento nella società post-dittatura e simboleggia la necessità di fare i conti con il passato per andare avanti.

La colonna sonora di Sur è stata quasi interamente composta da Astor Piazzolla ed eseguita dal Quinteto (quello con Suárez Paz, Ziegler e Console). Sono presenti numerosi tangos cantati da Goyeneche ed accompagnati al bandoneón da Néstor Marconi.

5. Enrico IV

Tra i numerosi film musicati da Astor Piazzolla ci è sembrato significativo nominare questa produzione tutta italiana di Enrico IV, il dramma teatrale di Luigi Pirandello trasposto su pellicola da Marco Bellocchio.

Cadendo da cavallo durante una festa in maschera, un giovane assume l’identità del costume che indossa, quello di Enrico IV. A vent’anni di distanza, la verità sarà svelata, ma la follia non potrà avere fine.
Memorabile la presenza di Marcello Mastroianni e del brano Oblivion, scritta da Piazzolla specificatamente per questo film.

Menzione Speciale: Astor Piazzolla e L’Ultimo Tango mai suonato

Astor Piazzolla ha ancora un un posto in questa storia, insieme a Bernardo Bertolucci.

Infatti Astor mancò l’occasione di firmare la musica del tango più celebre della storia del Cinema: quello danzato da Marlon Brando e Maria Schneider nel film Ultimo Tango a Parigi.

Non è esattamente chiaro come si svolsero i fatti. Secondo la versione più accreditata e raccontata dallo stesso Bertolucci, il regista scelse Gato Barbieri per la colonna sonora, e i due telefonarono insieme ad Astor Piazzolla chiedendogli di occuparsi dell’arrangiamento.

A quanto pare Piazzolla si sentì offeso dalla richiesta di Bertolucci di curare solo gli arrangiamenti, perché si sarebbe sentito paragonato ad un mestierante qualsiasi anziché ad un compositore importante.

In un secondo momento, a distanza di 3 o 4 anni dalla prima del film, pare che lo stesso Piazzolla sia andato a trovare Bertolucci scusandosi per il comportamento avuto. In quell’occasione disse che il film gli era piaciuto tanto e che si pentiva di non avervi partecipato. In segno di amicizia lasciò a Bertolucci un 45 giri registrato in casa con un tema composto per farsi scusare: El Penúltimo Tango.

Per completezza citiamo un’altra versione della storia: pare che in un primo momento Piazzolla fu effettivamente scelto per comporre la colonna sonora di Ultimo Tango a Parigi, ma che venne sostituito da Barbieri e per questo si risentì molto.

In segno di ripicca compose due temi per mostrare come sarebbe stata la sua colonna sonora. Come si svolsero veramente i fatti non lo sapremo mai, tuttavia possiamo ascoltare il brano Jeanne y Paul, composto da Piazzolla ed eseguito in questa versione da Daniele di Bonaventura.

Fonti ed Approfondimenti

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